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venerdì 13 luglio 2007

Sempre più poveri... in giacca e cravatta

Sette milioni di anziani che percepiscono pensioni di 500 euro al mese, giovani precari che passano da un lavoro all'altro, ma soprattutto un esercito di due milioni e mezzo di poveri «in giacca e cravatta» che fino a ieri erano considerati privilegiati, il cosiddetto ceto medio che oggi, già alla terza settimana dallo stipendio, si ritrova a dover contare il centesimo per arrivare a fine mese. 5.100.000 i nuclei familiari (15 milioni di individui) già indigenti o a rischio povertà: il 23% degli Italiani che arranca e si indebita, descritto nello studio dell'Eurispes «Problemi di famiglia», in collaborazione con Federcasalinghe, presentato stamattina a Roma.
Un terzo di Italiani appare assolutamente garantito, un terzo vive in decisa indigenza economica e l'altro terzo è rappresentato dalla fascia del ceto medio in condizioni di instabilità e precarietà. Tra loro i working poors, soggetti «normali» che si ritrovano poveri per riduzioni dello stipendio, che non riescono ad arrivare a fine mese, che passano la notte nei dormitori pubblici perchè non hanno una casa, che in giacca e cravatta mangiano alla Caritas durante l'ora di pausa per il pranzo. Tra il 2001 e il 2005, è stata calcolata una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni del 20,4% per gli impiegati; 14,1% per gli operai; 12,1% per i dirigenti; 8,3% per i quadri.
Mutui, prestiti e pagamenti a rate hanno fatto lievitare l'indebitamento delle famiglie italiane del 9,8% tra il 2005 e il 2006. Sono i mutui, però, ad assorbire il 56,5% dell'indebitamento complessivo pari a più di 430 miliardi di euro. Nel 2007 la percentuale delle famiglie che ricorrerà al credito al consumo crescerà del 12% Napoli, Roma, Milano e Torino le città in cui l'acquisto della casa grava sulle spalle dei cittadini in misura maggiore. Sono sempre di più le persone che si rivolgono agli usurai, anche per mantenere lo stesso tenore di vita di un tempo. È Napoli la città maggiormente esposta al rischio, Bolzano la più virtuosa.
È il 66,3% della popolazione ad affermare che bisogna pagare le tasse per avere migliori servizi pubblici. Tuttavia, il 53,4% non le paga volentieri perchè crede poco nella capacità dello Stato di gestire le risorse (30,8%). Più fiducioso, il 40,2%, crede che lo Stato sia in grado di farlo. Un'eventuale riduzione delle tasse, dovrebbe riguardare, per il 67,7%, prima di tutto le classi più povere. Una coppia con prole spende mediamente il 3,5% in più (quasi 3.000 euro con un figlio, 3.2000 con due) rispetto a chi non ne ha (2.860 euro). Il primo risparmio per gli Italiani è ridurre le spese per i regali (39,9% abbastanza, 23,1% molto) e acquistare in saldo (40,8% e 23,6%). Inoltre il 56,3% si serve per i prodotti alimentari molto o abbastanza frequentemente ai discount dove la merce, anche se non di marca, costa meno.

Il cartellone di Tindari Estate Festival 2007

Prenderà il via il 20 luglio la stagione teatrale al teatro greco di Tindari. Ieri, infatti, è stato ufficializzato il calendario degli spettacoli organizzati dall’associazione “Teatro dei due mari”. Si partirà con “Elettra – la caduta delle maschere” con Isabel Roussinova. A seguire altri ventisei spettacoli di eccellente qualità. Protagonista assoluto il teatro, ma non mancano musical, balletti ed operetta. Questo il programma completo: 22 luglio “Trachinie” con Micaela Esdra; 23 luglio “Medea” con Catenina Verteva; 29 luglio “Un sogno d’estate – piedini in passerella”, spettacolo che sarà trasmesso in diretta da Rai Due; 1 agosto “Orchestra del Vittorio Emanuele”; 2 agosto “Vestire gli Ignudi” con Vanessa Gravina; 3 agosto “Pene d’amor perdute” con Catalie Caldonazzo e Sergio Muniz; 4 agosto “I Malavoglia”; 5 agosto “Antigone” con Edoardo e Silvia Siravo”; 7 agosto “E’ ricca, la sposo, l’ammazzo” con Tiziana Foschi; 9 agosto “La distanza dalla luna”; 11 agosto “Filottete” da Sofocle con Vincenzo Pirrotta; 12 agosto “Utopia del triangolo”; 13 agosto “Due dozzine di rose scarlatte” con Tuccio Musumeci e Pippo Patavina; 14 agosto “La riscoperta di Troia”; 15 agosto “Pluto – il dio del denaro” di Aristofane; 16 agosto “Made in Sicily”, spettacolo di danza; 17 agosto “Cincillà”, operetta; 18 agosto “Striptease”, musical; 19 agosto “Miles” di Plauto; 21 agosto “Il malato immaginario” con Enrico Guarnirei; 23 agosto “Sette contro Tebe” di Eschilo; 24 agosto “Edipo” con Flavio Bucci; 25 agosto “Viaggi di Aliante”; 28 agosto “Otto donne ed un mistero” con Elsa Martinelli ed Eva Robin’s; 31 agosto “Eumir Deodato in concerto”; 1 settembre “Nelle parole abitano pugnali” da Platone.

domenica 8 luglio 2007

Un sorriso, una canzone: un ponte che lega Patti all’Africa

Coniugare spettacolo e solidarietà è il duplice obiettivo di “Un sorriso, una canzone: un ponte che lega Patti all’Africa”. La manifestazione, organizzata dalla Soleventi e promossa dall’associazione “Patti storica” si svolgerà il 10 e 11 luglio nella centralissima Piazza Marconi a Patti. Due giorni di festa che, oltre a voler dare vita alla parte antica della città nel periodo estivo, si propone di raccogliere fondi in favore dell’Iismas (Istituto Internazionale di Scienze Mediche, Antropologiche e Sociali) che da quindici anni si impegna in favore dei Paesi del Sud del mondo ed in particolare per l’Etiopia.
Il 10 luglio, a partire dalle 20,30, grande divertimento con la musica della Kilimangiaro band e la presenza del cantautore Cristiano Malgioglio. Nel corso della serata ci saranno anche esibizioni di ballerine brasiliane e di danza del ventre.
La moda e la bellezza saranno le protagoniste del secondo appuntamento mercoledì 11 luglio. A partire dalle ore 20,30 si svolgerà una sfilata di moda con giovane modelle e, a seguire, il concorso di bellezza “Miss Regina d’Europa”. Madrina d’eccezione sarà la bellissima Anna Munafò che presenterà la manifestazione assieme a Nino Silvio. Ci sarà anche spazio per la musica con la Kilimangiaro band.

Vasco Rossi conquista Messina

Vasco Rossi e la sua voce, i suoi fans e le sue canzoni, la sua band e la sua musica. E tutto il mondo fuori. E’ stato soprattutto questo il concerto del Blasco allo stadio San Filippo di Messina nell’unica data siciliana del suo breve, ma intenso tour. Vasco Rossi chiama e il suo popolo risponde all’appello: “Siamo qui e siamo vivi”. Oltre 45000 persone che ne scandiscono il nome prima che lo show abbia inizio, lo accompagnano in coro durante il concerto e lo acclamano alla fine. Il Re torna in Sicilia ed un bagno di folla ed affetto lo stringono in un abbraccio che non ha fine. Lo Stadio San Filippo è stracolmo in ogni ordine di posto e la quarta tappa di “Basta poco Tour”, dopo Milano, Roma e Torino è un altro successo da aggiungere alla già lunga bacheca di trofei e bagni di folla da conservare nel cuore. Ma Vasco in tour non è solo musica e parole che entrano nel cuore e non escono più. E’ qualcosa che va oltre. Il Blasco, infatti, nei suoi concerti si batte anche contro il surriscaldamento della terra dando spazio, nella tappa di Messina, alla giornata mondiale del “Live Earth”.
Lo stadio è strapieno, il prato è un tappeto uniforme fatto di teste e braccia levate al cielo, le tribune non concedono un posto vuoto ed il colpo d’occhio concesso dal popolo siciliano per il suo Re lascia intendere l’amore che i giovani e meno giovani portano nel cuore per il rocker che ha fatto crescere e continuerà a far crescere numerose generazioni. Striscioni e cori solo per lui e Vasco ripaga i suoi adepti con 31 canzoni e quasi due ore e mezza di musica. Si parte con la nuovissima “Basta poco” e si chiude con l’immancabile “Albachiara”. E nel mezzo il Blasco canta con i 45000 fans canzoni vecchie e nuove. Trentuno brani scelti tra le oltre 130 canzoni scritte tra le quali pesca anche testi che non eseguiva dal vivo da diversi anni. Canta “Cosa c’è”, “Lunedì”, “Anima fragile”. Una grande festa nella notte di Messina dove a trionfare è stata la grande musica.
Tutto è riuscito quasi alla perfezione. Solo qualche piccolo disguido, ma in un evento del genere ci può anche stare.

lunedì 2 luglio 2007

Montagnareale, Irene Grandi in concerto

Si rinnova il binomio tra la grande musica ed il comune di Montagnareale. Il grande colpo dell’amministrazione comunale per l’estate 2007 è il concerto di Irene Grandi. L’artista fiorentina, che attualmente sta spopolando nelle radio italiane con la hit “Bruci la città”, si esibirà nella piazza centrale del centro nebroideo il 16 agosto. L’appuntamento, sicuramente, richiamerà a Montagnareale migliaia di persone che affolleranno la cittadina per assistere all’esibizione di una delle cantanti più amate dai giovani. Lo scorso anno grande successo aveva riscosso il concerto degli Stadio che ha rappresentato uno degli appuntamenti musicali più importanti svoltisi nella Provincia di Messina. Il 2007, proseguendo su una politica di richiamo turistico, il piccolo centro nebroideo propone un altro grande evento, dimostrando che con le giuste idee e il dovuto l’impegno si possono realizzare appuntamenti di rilievo.
Irene Grandi nel suo concerto ripercorrerà tutta la carriera discografica, iniziata nel 1992 e consacratasi nel 2000, quando avviò una proficua collaborazione con Vasco Rossi e Gaetano Curreri degli Stadio dalla quale sono usciti brani di successo quali “La tua ragazza sempre”, “Prima di partire per un lungo viaggio”, “Buon compleanno” e “Voglio una ninna nanna”.

domenica 1 luglio 2007

Gran Bretagna: gli atenei diventano virtuali

Dopo i gruppi terroristici, gli agenti dell'Fbi e le agenzie stampa, ora anche le università sbarcano su Second Life, il mondo virtuale più gettonato della rete. Secondo quanto riporta il Times infatti, un numero sempre più crescente di atenei inglesi e internazionali vede in questa realtà parallela infinite opportunità di ricerca e apprendimento a distanza ed ha cominciato quindi a "costruire" le proprie succursali online. All'università di Edimburgo, studenti provenienti da ogni parte del mondo possono prendere parte a seminari di gruppo, ammassati non nelle austere sale dell'ateneo scozzese, bensì raccolti intorno ad un fuoco virtuale su una spiaggia di un'isola di Second Life. A cimentarsi con Second Life è stata anche l'università di Oxford, il cui dipartimento di chimica sta creando un pacchetto di lezioni virtuali. «Siamo ancora relativamente agli inizi di internet: capiamo che ha dei potenziali, ma stiamo ancora valutando quale può essere il suo migliore utilizzo», ha affermato Andy Powell, della fondazione di ricerca per l'istruzione Eduserv, che ha appena commissionato uno studio da 450.000 euro sulle opportunità delle piattaforme virtuali.

Tokio anticipa il futuro, nasce la città digitale

La megalopoli di Tokio si avvicina a passi da gigante allo scenario futuristico immaginato in decine di film e romanzi di fantascienza: nell'area di Akihabara, il celebre «quartiere elettrico» della capitale dove è possibile acquistare ogni tipo di gadget hi-tech, è partito un progetto pilota che promette di "digitalizzare" la vita di tutti i giorni mediante una convergenza tecnologica mai vista di servizi avanzati di nuova generazione. Il progetto, che si preannuncia come uno dei più ambiziosi e avanzati nel suo genere, vede la partecipazione di Enti pubblici, centri di ricerca e aziende di primo piano del settore hi-tech, per un totale di oltre trenta soggetti già attivamente impegnati: tra loro l'Università di Tokio e il colosso dell'elettronica di consumo Matsushita (Panasonic), i cui rappresentanti hanno inaugurato l'iniziativa in collaborazione con il ministero degli Affari Interni e le municipalità locali. L'area del progetto pilota non è stata scelta a caso: da sempre la "Mecca" dell'elettronica da consumo, il quartiere di Akihabara diventerà il prototipo della «città digitale» che ci attende in un futuro non troppo lontano. Tra i primi servizi già disponibili, un sistema multilingua che guida i visitatori con informazioni in tempo reale su trasporti, negozi e attrazioni del posto e fornisce accurate indicazioni di sopravvivenza in caso di incidenti o calamità naturali. Per gli irriducibili delle ultime novità hi-tech, inoltre, la possibilità di essere avvisati in anticipo sulla vendita di un nuovo prodotto, oppure di essere guidati "mano nella mano" fino al negozio che vende un dato gadget al prezzo più conveniente, il tutto tramite terminali come telefoni cellulari e Pda.

La radio sulla Rete conquista i più giovani

Appare ancora lontano l'arrivo dell'era digitale della radio, mentre crescerà progressivamente l'offerta di quella diffusa in Internet che compenserà i segnali di abbandono della radio tradizionale da parte dei giovanissimi. Le previsioni sono state fatte dal presidente di Astra Ricerche, Enrico Finzi, all'annuale convegno Audiradio a Santa Margherita Ligure.
In questo scenario saranno privilegiate in un primo momento le emittenti nazionali più attive, mentre quelle locali minori saranno sempre più marginalizzate e sopravviveranno solo quelle più radicate nel territorio o che diverranno tematiche. «Quale che sia la tecnologia dominante – ha affermato Finzi – saranno comunque necessari investimenti assai rilevanti, sia per adeguare le infrastrutture in alta frequenza sia per arricchire l'offerta».
«La minaccia più grave per le radio attuali – ha proseguito il presidente di Astra – non proviene dalle tecnologie alternative e dai possibili new comers ma dalla rinuncia a difendere sia il proprio principale punto di forza (costituito dai contenuti editoriali) sia il "parlato": i quali, entrambi, determinano coinvolgimento, affiliazione, indetificazione, fedeltà degli ascoltatori».
Secondo Finzi, entro il 2010 vi sarà un grande fermento nel mondo della radio, che conta oggi in Italia 15 emittenti nazionali e 1.100 locali di cui almeno 150 rilevanti. Questi alcuni dei new comers di cui si prevede l'arrivo: radio satellitari, ambient radio (per la diffusione in banche, ipermercati, etc), pay radio (bouquet di programmi tematici a pagamento), radio attraverso il telefonino.
Il processo di razionalizzazione e di concentrazione della platea dell'emittenza proseguirà con molta gradualità, anche perchè gli esperti reputano irrealistica qualunque ipotesi di riordino delle frequenze per legge, prima che sia consolidato il passaggio della televisione al digitale. Infatti il digitale radiofonico ha costi molto alti (tra l'altro i consumatori dovrebbero sostituire circa cento milioni di apparecchi) e, a differenza di quello televisivo che ha lo scopo di promuovere il pluralismo, determinerebbe una drastica riduzione del numero delle emittenti attive.
Il target di ascolto della radio tradizionale – avverte in conclusione Finzi – sarà soggetto a una crescita dell'età media superiore a quella media della popolazione.

Assassinio Kennedy: Lee Harvey Oswald non sparò da solo

Lee Harvey Oswald, l'assassino del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, non commise da solo l'omicidio il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas.
I test balistici eseguiti sotto la supervisione di ufficiali dell'Esercito italiano, nella vecchia fabbrica del capoluogo umbro in cui venne prodotta la presunta arma del delitto un moschetto 91/38 calibro 6,5 marca Mannlicher-Carcano hanno dimostrato che un tiratore avrebbe impiegato 19 secondi per mettere a segno i tre colpi fatali contro quel bersaglio mobile (Kennedy sull'auto scoperta nel corteo presidenziale) e non 7 secondi come sancito una volta per tutte dalla commissione d'inchiesta Usa nel 1964. Lo documenta un ampio servizio in video sul sito dell'agenzia Ansa. Uscito dalla "Regia fabbrica d'Armi" di Terni quel fucile Mannlicher-Carcano secondo la commissione americana sarebbe finito nelle mani dell'ex marine Oswald appostato a una finestra del deposito di libri sotto il quale la folla assisteva al passaggio del presidente. Per la versione ufficiale, uno dei tre proiettili sparati da Oswald mancò il presidente, mentre gli altri due lo colpirono alla schiena e alla testa.
Invece le prove condotte nell'ex stabilimento ternano oggi denominato "Polo di mantenimento delle armi leggere" sull'unico proiettile recuperato intatto nel 1963 (quello che avrebbe ferito sia Kennedy sia il governatore del Texas seduto davanti a lui) e sparando diversi tipi di cartucce alle distanze di 80 e 30 metri contro bersagli di plastilina, rafforzano la tesi che a Dallas quel giorno i tiratori in azione fossero almeno due.

Alzheimer, "coinvolte" le proteine della mucca pazza

I prioni, le proteine coinvolte nel morbo della mucca pazza, potrebbero essere la causa della sindrome di Alzheimer, una forma di demenza senile che colpisce milioni di anziani in tutto il mondo.
L'ipotesi è stata avanzata da alcuni ricercatori britannici dell'Università di Leeds, in un articolo apparso sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti.
Una notizia che, se confermata, sicuramente potrebbe aprire nuovi scenari nella lotta all'Alzheimer.
In particolare, è stato rilevato che proprio i prioni presenti nel cervello inibirebbero la produzione di una sostanza, la "beta-amiloide", che costituisce la struttura portante delle "placche" presenti nei cervelli dei malati di Alzheimer.
La scoperta potrebbe condurre in un non lontano futuro a nuove forme di trattamento di una patologia che è altamente invalidante.
Gli esperimenti di laboratorio avrebbero sufficientemente confermato la tesi dei ricercatori britannici. Secondo gli scienziati inglesi, nei topi in cui sono stati soppressi i prioni naturalmente presenti, la "beta-amiloide" ha cominciato rapidamente ad accumularsi facendo sviluppare agli animali, in tempi brevi, la malattia.
Il professor Clive Ballard, che è il direttore del centro ricerche dell'Alzheimer Society, ha confermato che questa è la prima volta che viene provato il coinvolgimento dei prioni nell'insorgere della patologia.
Il passo successivo della ricerca, secondo il professor Nigel Hooper, che coordina il team degli scienziati inglesi, sarà quello di stabilire perché, con l'avanzare dell'età, in alcuni soggetti i prioni perdano la loro funzione "protettiva" del cervello consentendo alla "beta-amiloide" di accumularsi.
Se anche questo secondo stato di ricerca produrrà i risultati desiderati, il team di ricercatori inglesi potrà continuare in questa direzione per cercare di trovare nuove forme di trattamento nella patologia dell'Alzheimer.